Doni ai petrolieri, campacci, arbitri:che brutto questo calcio
ROMA - Anche il calcio ha le sue settimane nere. Quella che si è appena chiusa conferma che il peggio non è mai morto. L’assegnazione dei Mondiali a venire a Russia e Qatar è un bel regalo ai ricchi petrolieri del mondo: in perfetto stile Blatter.
La Fifa, massimo organismo internazionale, si barcamena fra scandali e inciuci, il suo colonnello sfida le leggi del tempo, non vuol saperne di una pensione dorata almeno quanto lo stipendio e gli onori che ancora si autoriserva. L’Inghilterra e l’Australia, le due beffate coi migliori dossier, promettono una battaglia ad personam, ma è il “Sistema per vecchi”, quello che ha aperto il calcio alla politica e ai giochi di potere, che andrebbe riscritto.
In Italia, intanto, bloccata dalla crisi la normativa sui nuovi stadi, siamo costretti a sorbirci una partita di A giocata su una striscia centrale di fango alto e due laterali da pattinaggio sull’erba: senza che qualcuno urli allo scandalo se non chi, come stavolta la Roma, ne paga le conseguenze. Gli arbitri continuano a sbagliare. Gol fantasma inclusi. Ora, non bastasse, ci aspetta lo sciopero dei calciatori ricchi.
Che poi che sciopero è, se non ci si perde neanche la giornata di lavoro? La federcalcio è nel caos: non riesce a governare le pretese di una Lega sempre più assolutista e di un sindacato guidato da quarant’anni dalle stesse persone. Che non patendo la crisi generale, semplicemente la ignorano. Noi, comuni tifosi, non possiamo permettercelo.