Coppa Davis: Fine di un incubo lungo 11 anni. L’Italia torna in A
L’Italia del tennis batte il Cile per 4-1 e torna nella serie A del tennis internazionale. Gli incubi per fortuna sono finiti e l'Italia, tornata alla sua dimensione più reale, torna a riprendersi un posto nel tennis che conta. Con la speranza che ci resti a lungo, come merita.
Il 'purgatorio' è durato undici anni. Tanti, troppi per una nazionale del blasone e delle tradizioni dell'Italia. Per una singolare coincidenza la sospirata promozione arriva a Santiago del Cile, una città evidentemente magica per l'Italia di Coppa Davis. Lì nel '76 gli azzurri soffocarono le proteste di coloro che invocavano il boicottaggio contro il regime di Pinochet vincendo l'Insalatiera d'argento, simbolo della Coppa Davis. Allora c'era il 'dream team' targato Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, con Pietrangeli capitano. Ora tocca a Fognini, Starace, Bolelli e Bracciali.
Lasciato il gruppo mondiale nel 2000, per la prima volta con il gruppo mondiale a 16 squadre, anche se in buona compagnia, dopo il ko con il Belgio, gli azzurri sono piombati in B e anche in serie C (per fortuna per poco). Dopo aver giocato e perso la sua settima finale, l'unica disputata in patria (a Milano nel '98 con la Svezia), appena un anno e mezzo dopo la stessa squadra fu protagonista della retrocessione nel Gruppo 1.